Per informazioni sui cookie dei siti di Regione Toscana e su come eventualmente disabilitarli, leggi la "privacy policy". Quel giorno le truppe tedesche lasciarono la città, ma prima di abbandonare definitivamente il campo portarono a termine un eccidio efferato: ventinove giovani partigiani catturati alla fine di uno scontro a fuoco avvenuto nella notte precedente furono impiccati nel paese di Figline, sotto l’arco di via Maggio. C’è da scommettere che il nuovo libro di Giampaolo Pansa, La guerra sporca dei partigiani e dei fascisti (Rizzoli, pagg. I partigiani uccisi in combattimento risultano essere 703, gli uccisi per rappresaglia 882. Ogni volta che arrivavano alla forca dovevano prima togliere dal capestro i propri compagni per poi a loro volta seguirli nella morte. In vista del traguardo tanto agognato, per gli antifascisti pratesi partecipare al riscatto della città apparve imprescindibile, indispensabile per rivendicare la propria posizione in un momento così importante. Abbiamo raccolto l’invito di Carlo Petrini: una grande piazza virtuale per festeggiare i 75 anni della Liberazione. otto Come la maggior parte dei procedimenti penali contro i crimini nazifascisti in Italia anche quello di Figline fu gettato nel tristemente noto armadio della vergogna, dal quale riemerse solo nel 1994. .hide-if-no-js { Coloro che furono scoperti quella mattina vennero scortati nella vicina villa Nocchi, sede di un regolare reparto della Wehrmacht comandato dal maggiore Karl Laqua, giurista nella vita civile e funzionario dell’apparato di giustizia della Germania nazista. due Puntata di "Le foibe, gli eccidi dei partigiani comunisti jugoslavi in Italia, i radicali" di martedì 12 febbraio 2019 condotta da Aurelio Aversa . Sono inoltre presenti una cronologia essenziale dei In 500 alla commemorazione Alla fine dello scontro, infatti, i tedeschi effettuarono un meticoloso rastrellamento per arrestare e giustiziare i partigiani rimasti sul campo. ". VI. Nella concitazione del momento uno o forse due condannati sfruttarono la confusione e riuscirono a fuggire. Anche il territorio di Sant’Anna di Stazzema fu interessato dalla costruenda linea “Pietrasanta-Riegel” che doveva collegarsi con la linea Verde-Goticaquest’ultima, nell’inverno 1944-1945, avrebbe fermato l’avanzata degli eserciti all… L’impresa non era semplice, nel frattempo era iniziato a piovere e oltre al buio anche l’acqua ostacolava i movimenti e rendeva indistinti i contorni. Tuttavia i nazisti non si scomposero e aspettarono la fine del cannoneggiamento per portare a termine il loro proposito, lasciando il luogo dell’eccidio soltanto quando ebbero ultimato l’esecuzione. partigiani ormai tutti feriti e senza munizioni. Monumento in memoria delle vittime dell'eccidio del Padule di Fucecchio Tipo Fucilazioni di massa, esecuzioni sommarie Data 23 agosto 1944 05.00 circa – 14.00 circa Luogo Padule di Fucecchio - comuni interessati : Cerreto Guidi, Fucecchio, Larciano, Monsummano, Ponte Buggianese Per questo motivo il CLN locale, in accordo con il Comitato Regionale di Firenze, decise di conquistare il centro laniero prima dell’arrivo degli angloamericani. Per migliorare l'esperienza di navigazione delle pagine e di fruizione dei servizi online, questo sito utilizza cookie tecnici e analitici. L’episodio scatenante associato all’eccidio viene identificato con l’uccisione di due soldati nazisti avvenuta l’11 aprile. Istituti per la Storia della Resistenza e dell'età contemporanea, Bassorilievo dei Martini di Figline (località Figline di Prato), Fondazione Museo e Centro di Documentazione della Deportazione e Resistenza di Prato. L'occupazione dell'Italia da parte delle truppe naziste e dei reparti militari della Repubblica sociale italiana tra 1943 e 1945, nell'ultima fase della seconda guerra mondiale, ha provocato più di diecimila vittime tra la popolazione civile. L'eccidio di Vallucciole è stata una strage nazifascista compiuta il 13 aprile 1944 a Vallucciole, frazione di Stia (attuale comune di Pratovecchio Stia) in provincia di Arezzo. Sotto la pioggia che iniziava nuovamente a cadere vennero identificati i cadaveri e fu scavata una fossa presso il cimitero del paese dove i morti furono seppelliti tutti assieme. [2] 1. tweet. 3 ottobre 1944: a Civitella, per rappresaglia all’uccisione di due militari tedeschi da parte dei lunga superiori a quelle dei partigiani, per il numero degli uomini e per le armi. Il dominio su questa catena montuosa e sulle vicine aree di rilievo militare divenne nell'estate del 1944 una questione cruciale per completare il ripiegamento verso la linea Gotica. Case Study Sant'Anna di Stazzema Pagina principale Una pagina a caso Nelle vicinanze Entra Impostazioni Fai una donazione Informazioni su Wikipedia Avvertenze L'eccidio di Civitella fu una strage compiuta dalle truppe naziste il 29 giugno 1944 nelle località di Civitella in Val di Chiana, Cornia e San Pancrazio di Bucine, in provincia di Arezzo, che cagionò l'uccisione di 244 civili. esprimono con drammatica chiarezza il prezzo che la Toscana ha pagato per riconquistare la liberta': abbiamo avuto un decimo di tutti i danni di guerra, centinaia di deportati, 4.461 vittime civili degli eccidi nazifascisti, oltre a 281 A Prato già da alcune settimane era chiaro che gli uomini di Hitler e Mussolini avevano le ore contate e mentre le truppe alleate si avvicinavano rapidamente, chi si era più compromesso con il regime aveva deciso di fuggire verso il nord. Eravamo in tantissimi e abbiamo reso omaggio ai nostri partigiani con una festa memorabile in una piazza La Toscana è stata uno dei territori maggiormente colpiti: le stragi nazifasciste, concentrate soprattutto tra l'aprile e l'agosto del 1944, furono più di 280, i comuni interessati 83 e i morti tra i civili furono circa 4.500. L’eccidio di Cerequio La Morra fu l'insieme delle esecuzioni sommarie effettuate nei rastrellamenti del 29 agosto 1944 da milizie fasciste a danno di formazioni partigiane, il cui epicentro fu la località di Cerequio e coinvolse altri territori limitrofi ai comuni di La Morra, Cherasco e Verduno, in particolare le località di San Bartolomeo e Meane. Cronache del movimento operaio dell’antifascismo della resistenza nella valle del Bisenzio, Viridiana, Prato 1975, Italicus, Come si muore per l’Italia libera (i martiri di Figline di Prato),Comune di Prato, Prato 1945, Enrico Iozzelli - Collaboratore al Museo della Deportazione e Resistenza di Prato, Monumento ai partigiani (via XXIX Martiri, Prato). L’eccidio dell’Ospedale psichiatrico di Vercelli Nei giorni dal 23 al 26 aprile 1945 si erano concentrate a Vercelli tutte le forze della R.S.I. ResistenzaToscana ha iniziato la sua attività il 24 aprile 2003. ha iniziato la sua attività il 24 aprile 2003. Il nome del partigiano Guido Giunti, incluso tra i nomi degli impiccati di Figline del 6 settembre, compare però anche tra le sei vittime dell'eccidio di S. Martino a Coiano perpetrato dagli uomini della 334. Nella notte tra il 5 e il 6 settembre 1944 i partigiani organizzati nella brigata Buricchi iniziarono così una lunga discesa dal campo base ai Faggi di Iavello. In pochi minuti tutto era pronto e i prigionieri furono condotti sotto l’arco a coppie. invia. Il processo era quindi ben avviato, ma in poco tempo le indagini si arenarono. Un gruppo di partigiani, saputo che nel paese giravano questi tedeschi, decise di tentarne il disarmo. di Ernest Armstrong . Puoi aggiungere un allegato  (Allowed file types: jpg, gif, png, pdf, maximum file size: 2MB(s). a Monteriggioni, in provincia di Siena. In particolare vi stazionò nel marzo del '44 la Formazione Orlando Storai e da giugno fino alla liberazione la Brigata Bogardo Buricchi. Alla Pesciola, però, non c’era nessuno ad attenderli e i partigiani furono costretti a una sosta imprevista per discutere sul da farsi. Cade eroicamente sull'arma il Comandante "Tito" L'eccidio di Sant'Anna di Stazzema fu un crimine commesso dai soldati nazisti della 16. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque altro link nella pagina acconsenti all'uso dei cookie.  −  Il grosso della brigata riuscì comunque a filtrare verso il centro della città e a raggiungere la Fortezza, luogo stabilito come punto di arrivo della spedizione. E soprattutto riceverà la documentazione sugli eccidi liguri di Rovegno, Cadibona, Molini di Voltaggio, Monte Manfrei, campo sportivo o di golf di Sanremo e Castiglione di Oneglia. Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. display: none !important; Eccidio di Civitella L' eccidio di Civitella fu una strage compiuta dalle truppe naziste il 29 giugno 1944 nelle località di Civitella in Val di Chiana, Cornia e San Pancrazio di Bucine, in provincia di Arezzo, che cagionò l'uccisione di 244 civili. Con l'espressione eccidio del Castello dell'Imperatore (conosciuto anche come "eccidio della Fortezza") si fa riferimento ad una serie di esecuzioni sommarie avvenute nella città toscana di Prato il 7 settembre 1944. Un terzo gruppo cercò rifugio nella zona circostante, ma quella decisione si rivelò fatale per la maggior parte di loro. Erano circa le 2:00 quando il gruppo si ricompattò nei pressi della Pesciola, una vecchia casa colonica non lontano dal paese di Figline, dove gli uomini agli ordini di Carlo Ferri avrebbero dovuto incontrare una staffetta capace di condurli tra le file nemiche fino al centro cittadino. CREDITS FRANCESCO FUSI, Istituto Storico della Resistenza di Firenze. Storia e dibattito sull'eccidio di Crespino e i partigiani. La Toscana è stata uno dei territori maggiormente colpiti: le stragi nazifasciste, concentrate soprattutto tra l'aprile e l'agosto del 1944, furono più di 280, i comuni interessati 83 e i morti tra i civili furono circa 4.500. Cordoglio per la scomparsa di uno degli ultimi protagonisti della lotta di Liberazione in Toscana, ma anche gratitudine per ciò che ha saputo trasmettere nel suo impegno di memoria e di educazione delle nuove generazioni. La faggeta sulla cresta del monte Javello fu per alcuni mesi un rifugio per i partigiani pratesi. Elenco analitico (in ordine cronologico) delle stragi compiute in Italia dai reparti tedeschi,compilato dal dr. Carlo Gentile per il gruppo di ricerca “Guerra ai civili. Partigiani della Memoria Poetiche e politiche del ricordo. Appena giunti nell’abitato i malcapitati si fermarono con le mani dietro la nuca di fronte all’arco di via Maggio lungo il torrente Bardena. Solo in Toscana moriranno circa 3.600 persone, in gran parte civili innocenti. Prato fu liberata il 6 settembre 1944, dopo un intero anno di occupazione. L’esecuzione continuò senza sosta per circa mezz’ora, poi si sentì nell’aria un sibilo seguito da un forte boato: gli alleati, ormai giunti alle porte di Prato, stavano bombardando la città. Altri combattenti, memori della consegna di tornare alla base di partenza in caso di mancato raggiungimento dell’obiettivo, tentarono di guadagnare l’altura. 1921-1953, Pacini editore, Pisa 2013, Carlo Ferri, La valle rossa. Divisione lo stesso giorno. Fausto BiloslavoV alentino Bortoloso, il boia di Schio, dovrà restituire la «medaglia della Liberazione» consegnata in giugno dallo Stato italiano. La memoria degli eccidi nazifascisti in Toscana. stampa. Cronologia della Resistenza in Toscana Le Stragi Nazifasciste in Toscana 1943-45 Passi nella memoria Le stragi nazifasciste in Toscana Le stragi nazifasciste in Toscana 1943-1945 Kesselring e le stragi nazifasciste La persecuzione contro gli ebrei in Toscana (1938-1943) Sono tanti i luoghi come questo in Toscana e in tutto il paese, dove sono avvenuti eccidi, stragi, fucilazioni, esecuzioni sommarie di partigiani, di semplici cittadini, uomini e donne”. Per quanto riguarda la provincia di Modena, risultano 127 uccisioni singole, 60 eccidi con 175 uccisi, 44 stragi con 580 vittime. La strage di Sant'Anna, assieme a molte altre nella Toscana settentrionale e in Emilia, è legata all'andamento del fronte della Linea Gotica e alla bonifica di determinate zone dalla presenza dei partigiani. L' eccidio di Guardistallo fu un crimine commesso contro civili toscani da parte della quarta compagnia della 19ª divisione da campo della Luftwaffe, il 29 giugno 1944, ed è stata una delle tante stragi di civili commesse dai tedeschi, in tutta la Toscana, nell'estate del 1944. I partigiani della “Banda Renzino” Nella zona compresa tra la Val di Chiana e la Val d’Ambra, circa 15 chilometri a sudovest di Arezzo, opera una piccola formazione partigiana, la “Banda Renzino“. Verso le 21, essi entrano nel locale armati. Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (Anpi) Via degli Scipioni 271 – 00192 Roma Tel. Eccidi: 3, vittime: 9 Uccisioni individuali: 7 Ottobre 2 ottobre 1944: a Ranchio, un reparto di militari tedeschi uccide don Primo Foschi. L'eccidio di Vellano si svolse in due atti: il 21 luglio 1944 un partigiano uccise un militare tedesco e il giorno seguente per rappresaglia i nazisti, dopo aver incendiato la scuola del luogo, fucilarono 2 uomini; successivamente il 18 agosto 1944 un reparto tedesco minò una parte di Vellano, fucilando 2 vecchi proprietari di una delle case minate, di sera nel bosco fu fucilato un altro anziano. Sono 755 le vittime civili - uomini, donne, vecchi, bambini anche di pochi mesi - uccise per rappresaglia dai militari nazisti in 14 eccidi avvenuti in Toscana tra l'aprile e il settembre del 1944. L’eccidio si consumò “in gronda”, cioè ai bordi del Padule dove era sfollata la maggior parte della popolazione, poiché i reparti nazisti non giunsero mai nel centro di esso, temendo eventuali ma inesistenti attacchi partigiani. Il Museo della Deportazione è stato inaugurato il 10 aprile 2002. Prato fu liberata il 6 settembre 1944, dopo un intero anno di occupazione.Quel giorno le truppe tedesche lasciarono la città, ma prima di abbandonare definitivamente il campo portarono a termine un eccidio efferato: ventinove giovani partigiani catturati alla fine di uno scontro a fuoco avvenuto nella notte precedente furono impiccati nel paese di Figline, sotto l’arco di via Maggio. Sotto lo … Le stragi nazifasciste in Toscana (aprile-settembre 1944) Bibliografia sulle stragi. L’eccidio di Figline ricordò a tutti che la guerra continuava e per l’Italia non era ancora giunto il momento di festeggiare la pace. Nel 2008 è diventato Fondazione ed ha tra le proprie finalità quella di avvicinare i visitatori, soprattutto le nuove generazioni, alle vicende storiche che hanno caratterizzato la prima metà del Novecento. Nell’ampia entrata dell’edificio il maggiore Laqua inscenò un processo farsa, alla fine del quale ventinove partigiani furono condannati a morte mediante impiccagione e condotti immediatamente al paese di Figline, dove giunsero alle 9:00 del mattino del 6 settembre 1944. Registro dei criminali nazifascisti in collaborazione con KataLibri de L'Espresso, in formato pdf (dal sito www.eccidi1943-44.toscana.it) per approfondire: www.eccidi1943-44.toscana.it Il sito sugli eccidi in Toscana Per migliorare l'esperienza di navigazione delle pagine e di fruizione dei servizi online, questo sito utilizza cookie tecnici e analitici. Soltanto dopo alcuni giorni una squadra di partigiani fu incaricata di disseppellire i martiri per dar loro degna sepoltura. L' eccidio di Montemaggio fu la fucilazione di 19 partigiani da parte della Guardia Nazionale Repubblicana il 28 marzo 1944, in località la Porcareccia, sulle pendici del Montemaggio (671 m.